LETTURE
Filastrocche e ballate in rete
  1. Prima di nascere
  2. La notte di Natale
  3. Filastrocca col TANGRAM
  4. Tangram dell'orso
  5. I bambini da Van Gogh (TANGRAM su sfondi realizzati dai bambini)
  6. Ballata dell'ombra (Incantare la città)
  7. Pinocchio ambasciatore ( Vorrei la città)
  8. Il gran guerriero
  9. Pinocchio e tanti MA

TESTI proposti per la LETTURA

FILASTROCCHE

PRIMA DI NASCERE

"Prima di nascere
mamma, dov'ero?".
"Tu eri già dentro
ogni mio pensiero,
dentro i miei sogni
di felicità
nei pensieri
di mamma e papà!".
"Dai mamma, adesso
non mi imbrogliare
lo sai di che cosa volevo parlare!
Prima di nascere stavo benone,
sicuro e comodo nel tuo pancione!".
Dentro il pancione sono al sicuro,
non ho paura anche se è scuro,
Nuoto nell'acqua senza rumore
Ascolto il dolce tum tum del tuo cuore.
Mi ciuccio il dito per un momento
Se sono stanco così mi addormento.
Che gran giorno,
che emozione:
sono uscito dal pancione!
Proprio adesso sono nato,
la mia mamma mi ha abbracciato
mi ha tenuto stretto stretto
al calduccio sul suo petto.
Non so ancora come sia:
so che lei è la mamma mia!
G. Mantegazza

 

LA NOTTE DI NATALE

La notte di Natale,
è nato un bel bambino,
bianco, rosso
e tutto ricciolino.
La neve cadeva.
Cadeva giù dal cielo,
Maria col suo velo
Copriva Gesù.
Maria lavava,
Giuseppe stendeva
Il Bimbo piangeva
Dal freddo che aveva.
Sta zitto mio figlio
Che adesso ti piglio,
del latte ti do;
ma pane non ho.
La neve cadeva,
Cadeva giù dal cielo,
Maria col suo velo
Copriva Gesù!

 

Filastrocca popolare
FILASTROCCA COL TANGRAM

Se carta e penna prenderai
Un TANGRAM
potrai fare:
Col TANGRAM
tu puoi giocare.
CAMBIA LE CARTE
E vedi il mare
Il mare con la barca a vela!
CAMBIA LE CARTE
E c'è una candela
Una candela sul candeliere
CAMBIA LE CARTE
E c'è un trampoliere
Un trampoliere proprio bello!
CAMBIA LE CARTE
E c'è un uccello
Un uccello che vola senza posa
CAMBIA LE CARTE
E c'è una sposa
Una sposa che va in giardino
CAMBIA LE CARTE
E c'è un omino
Un omino un poco matto
Cambia le carte
CAMBIA LE CARTE
E c'è un gatto
Un gatto che fa miao!
CAMBIA LE CARTE
E ti dico Ciao!
Ti dico ciao e la partita
COL TANGRAM
E' già finita!

 

TANGRAM DELL'ORSO

Col tangram
Lavori in corso…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un orso
Un orso che scrive, canta e bala…
CAMBIA LE CARTE
Vienfora 'na farfala
'na farfala sui fior de radicio…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un cunicio,
un cunicio in tel so staolet…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un galet
Un galet! Chi lo vol rosto e chi less.
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un pess
Un pess grando co' l'aqua in boca…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora n'oca
N' oca granda sgaia e bela…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora 'na candela
'na candela sul so candelier…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un cavalier
Un cavalier sul so caval…
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un papagal
Un papagal ch'el diss Mat! Mat!
CAMBIA LE CARTE
Vien fora un gat
Un gat che fa Miao! Miao!
CAMBIA LE CARTE
E col TANGRAM te dise ciao!

BALLATE

BALLATA DELL'OMBRA

Quando tu vedi
passare quell'ombra
forse ti chiederai:
Chi è quell'uomo
Che passa ogni notte
Sotto i balconi
Cercando e perché…
E' un antico
innamorato
Che cerca un bacio
Che non ebbe mai…
Passa e ripassa
Passa quell'ombra
Sperando sempre
Nel bacio di lei.
A mezzanotte
appare al balcone
Evanescente
L'ombra di lei…
E sospirando
lieve il suo nome
Lei nella notte
sussurrerà:
T'amo, io t'amo
e per sempre t'amerò
Domani notte
ti bacerò.
Passa e ripassa:
passa quell'ombra
Poi all'alba svanirà:
domani notte ritornerà.

 

VORREI LA CITTA'
(Pinocchio ambasciatore)

Vorrei la città di tanti colori
Piena di erbe, alberi e fiori.
Vorrei una città dove al sole
Ridono tante splendide aiuole.
Una città dove in piazze e giardini
Giocano sicuri tanti bambini.
Una città dove tutta la gente
Cura ogni cosa e non spreca niente.
Una città dove c'è vero amore
Che bacia le rime di cuore e fiore.
Una città davvero incantata,
nata dai sogni di magica fata.
Che ogni notte Conegliano accarezza
Donando ad ogni cosa nuova bellezza.

 

IL GRAN GUERRIERO
Il prestante e gran guerriero
Lascia un dì i l suo maniero.
Egli amante della guerra
Conquistar vuole la terra.
Ma un gufo nella notte
gli promette tante botte.
E da ciò egli fatto esperto
Pensa: vado nel deserto
Passa terre, mari e monti
E scavalca tanti ponti.
Arrivato ad uno stagno
Quietamente si fa il bagno.
E raggiunta alfin la meta
Ovviamente non s'acquieta.
Dromedari e poi cammelli:
Ei cavalca or questi or quelli.
Uno struzzo poi avvista
E ne muove alla conquista.
Ed è ora molto fiero
Con le piume sul cimiero.
Giunto all'oasi gioioso,
pensa già ad un bel riposo.
Ma una serpe or s'appresta
Col veleno a fargli festa.
Fugge lesto, lesto invero
Or l'impavido guerriero!
(Non c'è pace, or n'è certo
nell'immenso gran deserto!)
Per sfuggir mortal tenzone
Con venefico scorpione…
Prontamente s'allontana
Ed arriva alla savana.
E stupito s'alza in staffa
Quando avvista una giraffa.
Una zebra bianca e nera,
corre fugge, si dispera.
Ora vede gli elefanti
E vorrebbe farne guanti!
Oh, impresa perigliosa!
Qui son botte senza posa!
Nel prosieguo della lotta,
prende una sì gran botta…
Che a scaldarsi estate e inverno,
deve starsene all'inferno!

 

PINOCCHIO E TANTI MA

Mastr'Antonio falegname

Trovò un pezzo di legname,

che parlava e che piangeva e

come un bimbo poi rideva.

Arrivato il buon Geppetto,

fa quel legno un dispetto

E gridando Polentina,

lo canzona una vocina.

Litigando i due anziani

Le parrucche in bocca e mani,

si ritrovan presto a terra

e finisce lì la guerra.

Fatta pace con Geppetto,

spetta a lui il legno sospetto:

faccia pure un burattino

che saltelli per benino.

Giunto a casa il buon vecchietto,

fa il pupazzo con diletto

e lo chiama poi Pinocchio

già monel quand'apre l'occhio.

Nudo fugge il burattino

E Geppetto poverino,

per quel figlio scapestrato

per error viene arrestato.

Torna a casa poi Pinocchio

Ed al muro getta l'occhio:

dice a lui il grillo parlante:

Marachelle? Ne fai tante!

Adirato il gran monello

Al buon gril tira il martello:

Or si sente liberato,

MA ha pur freddo ed è affamato.

Fruga allor la spazzatura

E un bell'uovo si procura:

MA il buon cibo sospirato

Ahi, volando se n'è andato!

Al paese corre allora

E, bussando a tarda ora,

non il pane gli vien dato;

MA con acqua è annaffiato.

Affamato e infreddolito,

giunto a casa s'è assopito;

MA per lui no, non c'è pace:

arde i piedi sulla brace!

Ritornato il buon Geppetto

Che scordato ha ogni dispetto,

le tre pere che ha portato

al monello ha già donato.

Rifà i piedi al burattino

E lo veste per benino,

per comprar l'abbecedario

dà la giacca all'antiquario.

Vende il libro il burattino

Per andare al teatrino

E incontrare i suoi amici,

che al vederlo son felici.

Riconoscono il fratello;

MA esce fuori sul più bello

Dei pupazzi il gran padrone

Che a punirlo si dispone.

Mangiafuoco starnutisce,

che è commosso, si capisce,

dal buon cuor del burattino,

che difende anche Arlecchino.

Gli dà poi cinque monete;

MA Pinocchio, che volete,

volpe e gatto ha incontrato

e purtroppo vien gabbato!

Su cammina, avanza, spera,

poi raggiungon verso sera

affamati a più non posso,

l'osteria Gambero Rosso.

MA il buon grillo ha ignorato

E i briganti ha incontrato

Che a rubar monete d'oro

Già si mettono al lavoro.

Cela in bocca i suoi denari;

MA l'inseguono i compari…

E, raggiunto, viene preso:

alla quercia è poi appeso.

La turchina bella fata

La carrozza ha mandata

E Pinocchio già spiccato

Viene a casa trasportato.

Steso a letto poi Pinocchio

Tre dottori ha lì sott'occhio,

che si chiedon, gruppo accorto,

se sia vivo oppure morto.

Gli dà poi la sua fatina

La prescritta medicina,

MA Pinocchio sol la fiuta

E di berla si rifiuta.

MA i becchini con la bara

Quando vede, tosto impara

Che se inver non vuol morire

La gran purga ha da sorbire.

Alla fata poi chissà,

non sa dir la verità:

e famoso nasce il caso

che il dir falso allunga il naso.

MA i picchi a convegno

A quel naso tolgon legno:

Or Pinocchio vuole andare

Il suo babbo a ritrovare.

MA trovò la volpe e il gatto

Ed allor successe un fatto:

piantò l'or (non ci fu scampo)

dei miracoli nel campo!

Va Pinocchio a denunciare

Che s'è fatto derubare;

MA in quel sito (amaro fato!)

Va in prigione il derubato.

La prigione un dì lasciata,

vuol tornare dalla fata:

al serpente non s'è arreso!

MA in tagliola poi è preso.

Il padron che l'ha acciuffato,

a catena l'ha legato.

E così egli passa un guaio:

fa la guardia ad un pollaio.

Nella notte i ladri scopre,

con bugie, no, non li copre!

Il padron lo ricompensa:

dalla guardia lo dispensa.

Or Pinocchio liberato

Salta e balla per il prato

Ed a casa vuol tornare

La fatina a riabbracciare.

Non trovò la casa attesa;

MA una tomba, ahi, che sorpresa!

La fatina tanto amata

Dal dolor era spirata!

Giunse poi un gran colombo,

che volava senza rombo

per portarlo in riva al mare

il suo babbo a ritrovare.

MA Geppetto, ahimè, scomparve

E, cercando, poi gli apparve

L'isoletta misteriosa

Dove ogni ape è industriosa.

Ritrovò lì la sua fata

A salvarlo dedicata:

e promise il burattino

di studiare per benino.

Egli a scuola vuole andare;

MA poi corre in riva al mare,

ché gli han detto che stamane

giunto è là un pescecane.

Fanno lotta i gran monelli,

impazziti i lor cervelli,

fin che un bimbo poi colpito,

giace a terra tramortito.

Preso dai carabinieri,

svanir vede i desideri

d'obbedir alla fatina

come detto alla mattina.

MA sfuggito all'arresto

Poi soccorre pronto e lesto

Un mastin, a nuoto in mare,

che già sta per affogare.

D'esser salvo egli crede;

MA un agguato, no, non vede!

Una rete ( questa è bella)

Lo destina alla padella!

Del gran fritto è giunta l'ora,

che l'uom verde già assapora;

MA il mastin prima salvato,

dalle grinfie l'ha strappato!

Torna a notte dalla fata;

MA una chiocciola affacciata

Fino al dì lo fa aspettare

E Pinocchio è lì a calciare.

 

Nella porta incastra il piede

E il buon cibo giunger vede,

che al morso, ahimè, è finto!

E svenuto, cade vinto!

Perdonato è dalla fata,

che gli fissa già la data:

non sarà più un burattino;

MA un normale e bel bambino.

MA Lucignolo monello,

poi gli dice: - Sai che bello!

Vien sul carro, dai, coi fiocchi,

al paese dei balocchi!

Dopo mesi di cuccagna,

si presenta la magagna:

sulla testa dei monelli

grandi orecchie d'asinelli.

Diventato un bel ciuchino,

raglia raglia il poverino

e nel circo poi portato

a saltar viene addestrato.

MA s'azzoppa un brutto giorno

E lo leva poi di torno

Di quel circo il direttore

Che lo vende ad un signore.

Vien gettato allora in mare,

che un tamburo s'ha da fare;

MA dai pesci liberato

Burattino è ritornato.

La salvezza già s'aspetta,

quando vede la capretta;

MA nel nuoto (ahi, mosse vane!)

Se l'ingoia un pescecane.

MA nel corpo del gran pesce,

il papà a trovar riesce,

che al chiaror d'un lumicino,

sta ingoiando un pesciolino.

Poi decidon di scappare

Da quel pesce verso il mare:

quando un tonno lì arriva,

fuggon dritti verso riva.

Una casa già li aspetta,

data al gril dalla capretta.

Per il babbo suo aiutare,

va il bindolo a girare.

Quando scopre che la fata

All'ospedal giace ammalata,

fa ben sedici canestri

ed annulla i suoi malestri.

Or Pinocchio s'è ripreso,

a saggezza alfin arreso:

cessa d'essere un pupazzo

e diventa un bel ragazzo!

 

Quando parliamo di biblioteca e dobbiamo tenere presente quanto viene messo in rilievo nel seguente abstract:

 

 

Bianca Maria Varisco

Dipartimento Scienze dell'Educazione - Università degli Studi di Padova

Abstract

Nel passato più o meno recente, i libri operativi e i libri games hanno apportato modifiche sostanziali ed originali ai testo stampato, offrendo al giovane lettore la possibilità di svolgere attività e scelte tese a trasformare o riorganizzare le pagine e le storie del testo. I libri elettronici stanno moltiplicando oggi queste opportunità, permettendo al lettore di animare ed esplorare gli scenari testuali infondendo spirito vitale ad immagini e parole. Nel futuro ormai prossimo, la realtà virtuale renderà possibile quell'immersione totale che potrà far rivivere a tutti l'esperienza, emozionante e stupefacente, di Alice nel Paese delle Meraviglie.